Escursione di trekking a Monte Irveri (Dorgali)

  • trekking molto panoramico
  • doppia vista: mare + montagna
  • lunga sosta bagno nel mare del Golfo di Orosei
  • pranzo al sacco in spiaggia

Parcheggiamo le nostre Land Rover presso la graziosa spiaggia di Osala, a pochi chilometri dal centro di Orosei. In 10 minuti un sentiero costa a costa, attraverso le nere rocce laviche, ci porta alla spiaggia di Cartoe, un vero gioiello dal mare turchese e trasparente.

Da qui, superata la caletta di Cartoeddu (detta anche Sa Kera) che nasconde une delle spiagge più piccole della Sardegna, iniziamo a salire sul fianco del massiccio del Monte Irveri che sia alza maestoso a picco sul mare coi suoi 600 metri di altezza.

Procediamo su un cammino stretto, protetti dalla macchia mediterranea, da vecchi olivastri e da magnifici esemplari secolari di ginepro. Verso nord lo sguardo abbraccia la piana di Orosei e il monte Tuttavista mentre alle nostre spalle da subito si apre immenso il panorama sul mare del Golfo di Orosei con mille sfumature di blu, turchese e smeraldo.

Arrivati a quota 350 metri, raggiungiamo la nostra meta, il caratteristico ovile detto di Sa Tintura, con la sua capanna a pinneto, un capolavoro dell’architettura povera dei pastori. Questo cuile (ovile, in italiano) appartenne alla famiglia Fancello di Dorgali e fu costruito nella prima metà del ‘900 con uno schema codificato con pietre e rami di ginepro.

Posizionato in una radura affacciata sul Golfo, l’ovile gode di una vista privilegiata che spazia da Capo Monte Santu a sud fino a Punta Nera a nord.
Come non sostare qui all’ombra di un corbezzolo per osservare i falco pellegrino tuffarsi in picchiata lungo il costone? Gli amanti della fotografia apprezzeranno in particolare le ampie aperture e gli scorci per cui consigliamo un buon teleobiettivo e un grandangolo per non perdere le infinite opportunità di scatto.

Dopo la sosta, riprendiamo il cammino in direzione inversa verso il punto di partenza. Qui la discesa, forse ancora più emozionante della salita, procede tra campi e pietraie, con lo sguardo sempre col mare davanti a noi, incorniciato dai ginepri e dal verde intenso della macchia che si arrampica sul dorso est del monte. Un’esperienza incredibile per i cromatismi e il senso di libertà che questa parte della Sardegna non manca mai di regalarci.

Arrivati a pochi metri dal livello del mare, il sentiero che segue la linea di costa ci porterà nuovamente alla spiaggia di Cartoe: è difficile scegliere se aprire subito lo zaino per il pranzo al sacco o se tuffarsi nella trasparenza delle sue acque. Noi abbiamo già deciso, e voi?

Sergio e Simone – Jebel Sardinia